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Vi racconto una storia... [29 Sep 2009|12:24pm]

Clio è una ragazza di 26 anni di Belluno, sposata con Claudio; entrambi si trasferiscono, circa un anno fa, a New York: lui per intraprendere una carriera che lo condurrà all'insegnamento universitario e lei per cominciare un corso di Make up presso una scuola professionale. Appassionata di trucco e consapevole del fatto che Youtube è pienissimo di tutorial inglesi- anche molto complessi - per perfezionare le tecniche, decide di sfruttare questa dimensione per esprimere e condividere finalmente in italiano le esperienze della scuola che la formerà per il suo futuro lavoro. Questo è il suo primo video (scusate ma non so linkare i video sul LJ): http://www.youtube.com/watch?v=ZYgEQU3gGkw
I mesi passano e Clio, con costanza, simpatia e totale spontaneità inizia ad arricchire il suo canale con varie tipologie di trucco e spiegando gli usi, le differenze, le potenzialità di diversi prodotti senza mai scadere nel "pubblicitario". Le sue sostenitrici aumentano così che, per evitare di trovarsi imbrigliata nel ruolo di "maestra" organizza dei concorsi su Youtube dove le ragazze che la seguono possano esprimere se stesse e mettersi in gioco; i tutorial diventano sempre più fluidi e il trucco quasi un'occasione di incontro: Clio racconta un po' della sua vita e insegna addirittura a creare i suoi singolarissimi fermagli per capelli, diventa man mano più spigliata sciogliendo del tutto la sua incontenibile positività e una gentilezza d'animo assolutamente deliziosa. Riesce a ridndoere di sè stessa e non si prende mai sul serio, godendosi il suo spazio su Youtube come un angolo di piacevole svago. La Rizzoli, certamente incuriosita e stupita dal suo successo in rete, le propone di convertire i suoi tutorial in un libro. Clio accetta e cura personalmente ogni dettaglio, affidando la produzione delle foto a suo marito: http://www.youtube.com/watch?v=ugjbTs-axrE
Il libro è uscito ai primi di settembre; qualche giorno fa Clio organizza a Milano, presso Orea Malià, un incontro con tutte le sue affezionate e si gode - senza mai perdere la sua freschezza - la sua meritata fama:




Non c'è cosa più bella che condividere la propria passione, trasmetterla ed essere amati per questo.
Forse è solo questione di bravura, forse di carisma, forse di fortuna, forse solo di coraggio. Fatto sta che lei è una ragazza come tante di noi che non si è arresa all'immensità del mondo e s'è guadagnata la sua fettina di esso senza per questo rinunciare a se stessa.

Brava Clio.




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[12 Sep 2009|12:55pm]
[ mood | discontent ]
[ music | Johhny Cash - Walk the line ]


E' ufficiale, io non sono di questo mondo.
Non c'è una situazione, una persona che conosco, una piega sociale, una prospettiva...nulla nel quale io possa in qualche modo manifestare me stessa. Il ritorno alla provincia è stato più scioccante di quanto avrei mai potuto immaginare: la città e le persone sono imbalsamate nei loro acquisiti ruoli sociali e guai, dico guai, se sforano verso il diverso. Pare che si sia imposto il coprifuoco, ma in realtà è che non c'è un cazzo da fare a meno che non sei così disperata da andarti ad ingollare 5 birre e tornare a casa ubriaca. Ma io alla terza ho il disgusto e non mi piace ubriacarmi a meno che non mi torni veramente utile.
Mi sento guardata e ascoltata come se fossi pazza: vuoi tornare a vivere da sola, e perchè? chi te lo fa fare? Vuoi andare a cercare lavoro fuori, senza sicurezze, senza che ci sia nessuno che ti ospiti, ma come speri di fare? Per quale motivo fai e scrivi cose strane? Perchè ti sei fatta quegli autoscatti assurdi? Sei una puttana. O una pazza. Perchè ti vesti diversa da noi? Vuoi farti guardare?  E perchè se ti piacciono i bambini non te ne fai uno tuo? Perchè ti pettini e ti trucchi anche per andare a trovare un'amica? Vuoi rubarci i mariti? Vorresti fare la scrittrice...ma che lavoro è? Che significa che non esci perchè devi scrivere? Che cosa singolare: leggi. Oriana Fallaci e chi è? Ma che piacere c'è a leggere della guerra? Usi Facebook in uno strano modo. Ma che musica ascolti? Non sai cos'è Nooki? Come fai a restare così magra, ma mangi? E se non trovi lavoro che te ne fai della tua laurea? (ecc...)

Ne sai una più del diavolo.

Soffoco.
Vita da zitelle )

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Fine estate (solo sul calendario, che qui si soffoca). [31 Aug 2009|11:38am]

Sono sparita per un bel po' ma alla fine meglio così, che mi piace un sacco fare i post sostanziosi e pieni di cose.
Che mi sono laureata l'avete saputo; la festa alla fine non l'ho fatta: tornare in Sicilia mi ha ammazzato ogni entusiasmo e poi la stanchezza e Valentina e Valerio che sono venuti a trovarmi e i preparativi del viaggio...
Dal 3 al 12 agosto io, V., la mia migliore amica e D., la mia adorata amica, ci siamo imbarcate per il nord-est europeo visitando in ordine:

Praga... )

Bratislava )Vienna )
Questo viaggio mi ha salvata da moltissime cose. Stare lontana da casa e vivere alla giornata, zaino in spalla a macinare chilometri mi ha reso una donna felice. Dopo dieci giorni sentivo un po' la mancanza della manicure e di una gonna, ma appena sono tornata mi sono resa conto che io e la mia città abbiamo litigato per sempre. Adesso comincia la parte dura: la ricerca di un lavoro, la costruzione di una vita. Dell'amore non c'è traccia, del contrario c'è anche troppa abbondanza. Per un momento mi ero quasi convinta a cambiare e diventare stupida, ma anche questa volta non ci sono riuscita e in qualche modo, a mio modo, tiro dritto.
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[18 Jun 2009|05:51pm]
Gli utlimi giorni sono stati un delirio. La Sapienza, sempre clemente con me, ha deciso di regalarmi ore da brivido cambiando la data della mia discussione per due volte. La prima con molta felicità da parte mia, consentendomi di poter fare la domanda per le graduatorie d'istituto, la seconda....dimenticandosi di avvertirmi e soprattutto di cambiare le affissioni ufficiali.
Così, laconicamente, il mio relatore mi manda per caso una mail con scritto "avrà saputo che..." .... da chi, dallo spirito santo?! Se lui non mi avesse avvertito quel fatidico giorno io sarei rimasta a casa o sarei andata, chessò, dal parrucchiere.
La presidenza mi ha liquidata maleducatamente come se la mancanza fosse mia, io ho chiesto conferme a tutti e a quanto pare la data è finalmente stabilita. Tuttavia, siccome io sono ormai entrata in stato di pura paranoia, domani essendo ultimo giorno feriale utile, riandrò in presidenza per farmi riconfermare il tutto. Sapete, dopo aver buttato non so quante centinaia di euro in biglietti d'aereo per i miei genitori, dopo aver mandato decine di mail, avere fatto ristampare i bigliettini per le bomboniere (solidali, NdR) e non potere ancora prenotare manco uno straccio di posto dove mangiare qualcosa, mi sembra alquanto il caso.

E' come se un prete si dimenticasse di dire agli sposi che quel giorno celebra un battesimo.

Perchè l'università fa finta di non sapere che la laurea può essere un evento che vuole la sua importanza?? Io probabilmente non mi sposerò mai, potevo fare le cose in pompa magna...E loro mi avrebbero mandato tutto in merda.
Il rischio di non avere i miei genitori vicino - non tanto per me, ma per la loro soddisfazione - mi ha fatto incazzare da morire.

Domani vado, poi passerò l'ultimo weekend di limbo a ripetere un discorso sempre troppo lungo. E poi sarà fatta, di grazia.
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Perle ai porci [03 Jun 2009|05:20pm]
Anche io ho fatto il "ponte" a casadolcecasa Terronia. Se resto, come stavolta pochi giorni, non voglio andarmene ma se supero le due settimane voglio scappare. Non l'ho mai capito cosa sia esattamente la cosa che mi fa scattare lo sdegno.
Stamattina ho preso il volo delle otto e cinquantacinque per scapicollarmi dal mio relatore che - come stabilito- avrebbe dovuto restituirmi la copia pre-stampa della tesi in modo che potessi andare finalmente a rilegare. Ovviamente non l'aveva portata. Chiedo se comunque andasse bene...ecco la "chiarissima" risposta sulla soglia della porta senza guardarmi negli occhi: "mah insomma...qualcosina ci sarebbe...però certo...ormai non siamo nella fase della correzione...". Io: "ma va bene o no? posso stamparla o no?". SILENZIO. Rientra nello studio e chiama la ragazza che doveva fare l'esame. 
Se la stampo senza parlarci me lo rinfaccerà alla discussione; se non la stampo il correlatore mi ammazza perche è già tardi...e quindi?! Opto per la diplomazia e gli scrivo una mail chiedendogli - fra cerimoniose scuse per il disturbo tepossino - cosa fosse quel "qualcosina". Ancora non ho cenni di vita e SO, lo so, che non mi si cagherà di pezza.

Non ce la posso fare.

Sono tornata dopo tre giorni di pseudorilassamento, faccio la puntuale la corretta la giusta direi quasi la pignola e questo è il risultato? Ma allora la tesi è proprio come l'amore: più dai più ti schifano.
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[29 May 2009|11:09am]
Da quando ho consegnato la copia pre-stampa al divo Giulio ho avuto occasione ed opportunità di fare qualcosa di inutile nella vita. Era ora. Appena gli ho piazzato il tomo davanti, spiralato e con copertina di plastica, mi fa: "eccola qua...bene allora poi le farò sapere le date".E io: "no professore, guardi che questa non è mica la definitiva... (stavo aggiungendo: e si che siamo comunisti ma santiddio rilegarla non mi impoverirà di certo)". Lui si stranisce: "signorina non posso mica rileggerla tutta", e io: "ovviamente no, ma se permette le ho segnato le parti da rivedere così almeno sono sicura e la stampo serenamente. Ah, volevo dirle...la parte in latino poi l'ho fatta.". Lui fa un mezzo sorriso e mi manda a quel paese, metaforicamente è ovvio. Mi odia, lo so.
Mercoledì dovrò scapicollarmi da fiumicino per andarla a ritirare...Non capisco perchè non mi decido a farmi un maggiordomo slave. Ho amici che me lo suggeriscono da tempo, ma purtroppo uno strascico di compassione per il genere maschile ancora me lo impedisce.

Tra le cose inutili che ho fatto c'è stato l'acquisto di due paia di scarpe similbirkenstock - praticamente identiche alla metà del prezzo - che mi dichiarano ufficialmente membro dell'Accademia della Suora Spogliata.
Ritornare a pensare alle cose normali e riprendere coscienza che io sono una creatura nel mondo mi sta mettendo un po' in crisi. Mi sto rendendo conto che le cose che mi hanno fatto soffrire negli ultimi mesi sono tutte vere e che uscirne fuori è un lavoro che comporterà grossi cambiamenti da parte mia, più di quanti ne sono già avvenuti. So anche che perseverare nella situazione "segreta", seppur solo verbalmente, sia uno sfizio oggettivamente ingiusto, e che sto nutrendomi di una perversione capricciosa che non porterà a niente ma...non so fare altrimenti al momento. E poi l'ho detto, non sono granché con la morale, da un po' di tempo. E sti cazzi, aggiungerei.
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At last [25 May 2009|09:46pm]
Ho finito di scrivere la tesi. Conclusioni incluse (assonanza,pardon).
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SEKS [17 May 2009|09:55am]

Londra, 15 mag. - (Adnkronos) - Un frate francescano di un monastero vicino Cracovia ha scritto un libro sul sesso matrimoniale, 'Seks', che è andato a ruba in Polonia ed è già in ristampa. Sottotitolo del bestseller a cura di frate Ksawery Knotz e' "Per le coppie sposate che amano Dio", riferisce il quotidiano britannico 'Guardian', definendo il volume un 'Kamasutra cattolico".
"Ogni atto, dal tipo di carezza alla posizione, che abbia come obiettivo l'eccitamento è permesso e piace a Dio", scrive il religioso, aggiungendo che alle coppie sposate è consentita la stimolazione manuale e orale.
Il libro che ha ricevuto la benedizione della chiesa cattolica polacca, prosegue il quotidiano, segue la linea ortodossa sotto molti punti di vista: oltre a rivolgersi solo alle coppie sposate, scoraggia l'uso di qualsiasi mezzo contraccettivo che "può condurre una coppia sposata al di fuori della cultura cattolica e verso uno stile di vita completamente differente", scrive il frate.
"Se non choccato, qualche lettore potrebbe chiedersi cosa ne sappia un frate dell'argomento - commenta il 'Guardian' - L'autore ammette che fa colpo un religioso che scrive un libro sul sesso, ma insiste che la sua esperienza può essere di seconda mano, ma è vasta".
Per tutto l'anno scorso il frate ha curato anche un website in cui offriva consigli sessuali ai devoti. L'editore del volume è al settimo cielo, conclude il quotidiano, perché sono in corso le trattative per la traduzione di 'Seks' in slovacco, italiano e in inglese.

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Sono una ninfomane accademica [12 May 2009|04:45pm]
Oggi ho consegnato gli ultimi due paragrafi della mia "adorata" tesi su Francesco Maria Molza, poeta petrarchista cortigiano lecchino oltre che poeta elegiaco, burlesco, narratore boccaccesco e forse pure commediografo. Un cazzo letterario confuso, insomma.
E' da tre settimane che il divo Giulio (il mio relatore), appena mi vede seduta sulla panchinetta beige fuori dal suo studio, si agita. Appena entro, ritiro il malloppo precedente, incasso cinque minuti di sproloquio su la mia poca attenzione su particolari sui quali non c'è veramente un cazzo da dire, su degli errori di battitura e/o forma dovuti al fatto che devo produrre sessanta pagine la settimana e quindi non ho manco il tempo di cacare figuriamoci di rileggere ORA, riconsegno malloppo nuovo e mi sento dire ad ogni conclusione di colloquio: questo è l'ultimo signorina, vero?!?. Per tre settimane ho dovuto dire NO come se mi dispiacesse per il suo sfinimento.
Eh si, è veramente divertente stare tappata in casa a scrivere cose di cui non ti frega praticamente niente ma con cui probabilmente tu ti farai figo con chissachi. Oggi ho detto SI. Lui era alquanto contento (pensa io), ma siccome io sono ligia al dovere ho dovuto fargli delle precisazioni per cui in effetti ci sarebbe stata quella parte in latino ma sa è inutile che mi metto a tradurre roba che ridice praticamente la stessa cosa, integro il necessario nella produzione volgare e chi s'è visto s'è visto bla bla bla...E lui che fa? Lui, che si è rotto i coglioni tre settimane fa di leggere di sto Molza di sta mazza che fa? Scuote il baffo, mi scruta dagli occhiali e mi dice: "Insomma rinuncia eh?". Così, giusto per il sadico gusto di farmi sentire una merda. E io: "Non mi piace strafare e conosco i miei limiti".
Fossi una sbavante che ambisce al dottorato, sarei qui a rodermi il fegato e tradurgli tutte le elegie del Molza. Siccome sono una trentenne in cerca di avventure audaci, con una propensione per il sesso proibito, il parrucchiere, lo shopping, il cinema d'avanguardia e la letteratura che non sia il Molza...vado a farmi la spesa.
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Sentiamoci gggiovani. [03 May 2009|09:57am]
mi sento una quindicenne... )
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La macchina del tempo [26 Apr 2009|08:19pm]
Mi servirebbe tornare indietro di sei mesi, per fare il più grosso colpo di testa della mia vita. Odio avere rimpianti, non ne ho mai avuti, e averli alla veneranda età che ho mi fa incazzare moltissimo. Poi per evitare di alimentare coi fatti l'opinione che ho sviluppato negli ultimi tempi, riassumibile in un "sei  sempre stata zoccola dentro, rassegnati. Ora però non si sa perchè si vede anche fuori, quindi sei fottuta".

Mi servirebbe andare avanti di un paio di mesi, giusto quelli che mi servono per fare sparire canzonieri, raccolte, articoli, stanze in ottave, novelle, commedie, estratti da, manuali, poemetti mitologici, elegie latine...e ritornare ad essere ignorante in centodecimi. Appena mi laureo disinstallo Word.

Mi chiedo che data dovrei impostare per essere sicura di averlo dimenticato e di essere felice.
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L'originale questionario di Proust (ispiratomi da topodifogna ) [24 Apr 2009|06:29pm]

Un momento di sano egocentrismo... )
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[22 Apr 2009|11:05am]
E' da due giorni che non mi sopporto un granchè. E non è spm, purtroppo. Pur non avendo il minimo tempo disponibile per scrivere questo post, lo sto volendo fare nella speranza che il vecchio rimedio (da me ormai abbandonato da tempo) di "svuotare lo stomaco" possa minimamente servirmi ad accantonare tutta questa serie di grovigli e rimettermi di buzzo buono sopra i "cenni sull'uso dell'ottava rima nel primo cinquecento". No, neanche a me frega un cazzo, eh.

Dieci giorni a casa dei miei mi hanno incasinato la vita come non mai. Sapevo che dovevo stare a Roma, chiusa dentro, facendo finta che il mondo non esistesse. Ancora non sono pronta per accettare la realtà. Ma la realtà era prontissima a stirare me, una felice domenica di inizio aprile, dopo una fantastica colazione al Duomo con le mie amiche. Il dottore esce da un negozio trés chic con la sua bella superalta, supermagra e superfertile, nel momento  esatto in cui io ci passo davanti con D. Il mio sfacciato finto rayban di H&M me lo fa notare un millisecondo prima che lui veda me ed esclamare un "ohcazzo." che credo abbia sentito, rinforzato dall "iiiih" di D. Faccio finta di non vederlo, ma lo vedo eccome, che mi fissa con gli occhi sgranati mentre lei svolta in direzione opposta non rendendosi conto, come sempre, mai di un cazzo di niente. Mi nascondo nel negozio di borse successivo, bianca come un lenzuolo, sporgendomi leggermente per vedere se sia andato via. Lo trovo piazzato sul centro del marciapiede a stirarsi il collo, per capire dove io possa essere finita. Era il giorno del suo trentaquattresimo compleanno. Al prossimo saranno in tre.

Il mio segreto continua ad esistere, ma c'ho dato formalmente un taglio. Non per vigliaccheria, ma anche un po' sì, ma perchè c'è un punto oltre il quale bisogna almeno far finta di smettere. Un po' me ne sono pentita, infatti il mio inconscio mi perseguita con sogni pseudo-peccaminosi che non mi aiutano, ma...cosa deve fare una pur di meritarsi una fetta di paradiso?
Lo so, scado sempre nelle buone azioni.

La mia vita è vuota e io sono arrabbiata per questo.
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15 settimane [19 Feb 2009|10:52am]
Questo è il tempo che non scrivo qui sopra. Me lo dice la homepage di LJ.
Non avrei mai creduto di non parlare per così tanto tempo. Eppure è solo da tre settimane che sento di non avere niente da dire.

Non ho più parole. Io, che ho sempre una parola per tutti.
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[30 Oct 2008|11:18am]
[ mood | indifferent ]


Ho la valigia aperta da più di due ore ma non riesco ad assemblarla; l'allagamento in cucina prodotto dal rubinetto che perde peggiora sensibilmente ogni volta che mi trovo sola a casa con un sacco di cose da fare e la pretesa di terminare la revisione di un libro difficilissimo per la tesi. Nel frattempo i gatti entrano ed escono dal terrazzino così che asciugo lì per fare bagnare altrove. O mi diverto un sacco o mi metto a piangere, posso scegliere.
Stasera prendo il treno per tornare a casa qualche giorno. Non so esattamente se ne abbia veramente bisogno, visto che ho un senso di stanchezza così radicato che temo che se dovessi concedermi un attimo di rilassamento, non riuscirei più a riprendere le redini tensorie che mi tengono in piedi.
Spero che al mio ritorno possa trovare un rubinetto nuovo e soprattutto la lavatrice, perchè con tutto quello che pago, nonostante il profondo affetto che provo per ogni cosa mi circondi (questo alla fine conta poco visto che io mi affeziono in una maniera patetica ad esseri animati e inanimati se li ho davanti 48 ore consecutivamente), mi inizierei lentamente ad inacidire.
Sarà poi il tempo altamente inquietante o gli strascichi dei miei ultimi malanni, ma sento la testa compressa dentro l'ovatta. Non riesco ad essere attenta a qualunque cosa mi venga detta e poco m'interessa tutto; nonostante continui ad avere pensieri per chiunque, appena sento la filippica delle lamentele o delle problematiche che innesca il mio interesse, automaticamente la mia testa vola altrove. Ma dove non l'ho capito.
Sto ascoltando un sacco di musica in questo periodo: da quando avevo gli attacchi di panico per me è impossibile girare per Roma con qualunque mezzo se non ho alle orecchie una colonna sonora adatta alla giornata, anzi, al momento.
Il mio ultimo aggiornamento dell'mp4 risale a ieri sera, perchè mi si è schiusa davanti una dimensione musicale che sento mi accompagnerà per molto: è consona allo studio perchè non è cantata, alimenta sentimenti artificiali e controllati ma fa vibrare l'animo di una certa aristocratica vitalità. E' il clavicembalo.

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Cronache di G. [19 Oct 2008|11:00am]

Per mettere insieme un post in questo periodo dovrei fare un collage di tutte le mail o messaggi alle mie amiche, delle stronzate che scrivo su Facebook e delle foto che tento di fare e non vengono.
Se fossi nel film di Muccino (quello bello, quello che mi ha fatto piangere un casino mentre mangiavo il risotto agli asparagli in busta Knorr) potrei dire: questo momento della mia vita si chiama disillusione. Nonostante l'apparenza, non è una cosa brutta.
Una settimana fa mi è stato comunicato in mezzo ad una marea di notizie inutili che il dottore è ritornato con la fanciulla di leopardiana nomea e in pompa magna: cena in famiglia (sebbene con imbarazzante litigata nel mezzo) e tutto il contorno. Non sono invidiosa di questo, non sono mai stata un granchè coi parenti anche se i suoi genitori sono deliziosi e li conosco da prima di lui. Mi ha fatto nausea l'idea che chi me l'ha raccontato fosse presente e abbia retto la sua ipocrisia dopo averci visto insieme e la cosa, per come si è messa, sembri comunque assolutamente naturale per non dire logica. E mi ha fatto rabbia che lui abbia costruito la sua "felicità" sul mio silenzio, ma anche sul mio dolore. Fidandosi ciecamente del fatto che io non farei mai niente per distruggere i suoi piani. Senza volerlo sono padrona della sua vita, ma non me ne faccio niente, ovviamente.
Dopo questo, qualcosa dentro di me si è come rotto, e sento che non voglio più aggiustarlo. E' finita.
Questa sensazione l'ho provata più di due anni fa e mi fece bene. Cancellai quella persona dalla mia vita e ricominciai da sola e come rinnovata. A distanza di tutto quel tempo, dopo averlo riincontrato questa estate (vedi qualche post sotto), mi ha contattata per registrarmi su Netlog. Una serie di equivoci che ci ha portati a parlare su msn. Non so cosa volesse ottenere, non so cosa non volesse, io mi sono limitata a chiarire l'equivoco e a rispondere. Il contatto è rimasto lì, il coraggio sarà sempre tutto suo, se mai vorrà parlarmi.

Mi piace molto non portare rancore a lungo termine, perchè mi piace non essere acida ma essere lontana.
Non è vendetta, ma riscatto. Molto meglio.

Volevo continuare, ma devo andare a lavarmi i panni.


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Buongiorno, mondo! [05 Oct 2008|10:52am]
[ mood | awake ]

E' estasiante svegliarsi presto la domenica sapendo benissimo che non si ha nulla di particolare da fare. Specialmente dopo una cena al giapponese con la tua migliore amica (anche se guastata da un ristorante pieno di coppie) e il cazzeggio su msn avendo ceduto, dopo milioni di anni e di richieste, all'acquisto di una webcam.
Il ciclone ultima sessione d'esami è finito. Non ci posso credere, soprattutto perchè ho preso un voto dignitosissimo in latino e uno un po' meno in storia ma giustificato dall' avere studiato circa sei giorni tra casa mia, casa di V. (la mia migliore amica) e il S. Giovanni Addolorata (le ho fatto e le faccio da infermieressa). Posso ritenermi soddisfatta oltre che laureanda. A trent'anni fa un po' ridere ma sorvoliamo. Da domani inizierò a scoprire chi è esattamente l'uomo a cui dedicherò tutte le mie fatiche e la mia devozione per i prossimi mesi. Speriamo almeno fosse bello.
Nel frattempo ho fatto il compleanno, soppresso dall'incubo esame, dal mio ruolo paramedico e reso patetico dalla nostalgia amorosa e ancor di più da una torta mimosa a tradimento: una cupola meravigliosa e dentro traboccante di panna. Stavo per vomitare. E' inutile, a Roma c'avranno pure il papa ma le pasticcerie devono solo che chiudere. Però ammetto che il tiramisù da Pompi è migliorato.
Altra grande svolta nella mia vita è stata l'iscrizione a Facebook: nonostante la mia repulsione, ho ceduto. Ho fatto una serie di carrambate con amici di vecchissima data e antichi compagni di classe (tutti sistematicamente sposati con figli). Ma che diavolo viene appena si cambia decennio, la nevrosi riproduttiva?? Anche il mio fidanzatino delle elementari c'ha un bambino! Tutto ciò non disturba tanto il mio istinto materno (al momento lo lascio volentieri ai conigli e a chi si sente) quanto quello narcisistico: odio che mi facciano sentire vecchia.
E sola. Non single, sola. E che non mi si dica che non è possibile che io non abbia la fila fuori dalla porta, perchè è possibilissimo. Con l'aggravante che io e gli uomini romani non abbiamo mai fatto un punto.

E comunque, questo è un pezzetto del mio giardino.




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you don't miss me, I know! [16 Sep 2008|01:47pm]



I want to be forgotten,
and I don't want to be reminded.
You say "please don't make this harder."
No, I won't yet.

I wanna be beside her.
She wanna be admired.
You say "please don't make this harder."
No, I won't yet.

Oh dear, is it really all true?
Did they offend us and they want it to sound new?
Top ten ideas for countdown shows...
Whose culture is this and does anybody know?
I wait and tell myself "life ain't chess,"
But no one comes in and yes, you're alone...

You don't miss me, I know.

Oh Tennessee, what did you write?
I come together in the middle of the night.
Oh that's an ending that I can't write, 'cause
I've got you to let me down.

I want to be forgotten,
and I don't want to be reminded.
You say "please don't make this harder."
No, I won't yet.

I want to be beside her.
She wanna be admired.
You say "please don't make this harder."
No, I won't yet...

sempre dalla stasi [11 Sep 2008|10:27pm]
[ mood | anxious ]


Ho appurato che il mio coinquilino non è gay. Non perchè ci abbia provato con me (non l'avete ancora capito che nessuno ci prova con me?) ma perchè la mia collegamica lo conosce e dice che in tempi andati lui faceva il provolone. Non è perchè uno ha un manichino come abat jour e ascolta pessima musica alla moda e ha il letto piazzato davanti alla porta è gay. Su. Poi gli mancava quel quid di buon gusto, era impossibile. Oggi ha organizzato un pranzo con amici suoi - più grezzi di lui - e ha fatto pasta e fagiolini. No, non è gay.
Il temporaneo è un napoletano innocuo, un po' chiattone, che mi tratta come se fossi sua figlia. Quando torno a casa mi fa: "com'è andata oggi?" e quando va a lavoro mi augura la buona giornata. Ieri sera chiacchieravamo - io in un succinto pigiama stesa già a letto e lui sulla mia soglia - e nel giro di dieci minuti era vicino alla finestra. Giunto lì mi dichiara che è fidanzato. Forse cominciava a sentirsi in colpa e non voleva illudermi inutilmente.
E poi c'è trillina, la gatta. Credo che insieme al giardino col manichino sotto l'albero di fico, alla mia coinquilina donna e alla stanza col segato di marmo e il letto matrimoniale, sia stata uno dei motivi fondamentali per cui ho preso la casa. E' nera, ha gli occhi gialli. E' fantastica, assolutamente indipendente e puttana come sanno essere le gatte. Mi ci trovo un incanto. Quando studio con i piedi sollevati lei si mette in posa plastica, dovrebbero farci un ritratto. Tutto ciò è molto bohemienne.
Per il resto è tutto il solito schifo: lo studio procede a singhiozzi e assolutamente controvoglia, il dottore vaga nella mia mente come una mina che non decido a fare esplodere nella speranza che si disinneschi e diventi un fiore. Povera scema.
Eppure mi sento romantica: ho un giardinetto decadente e una panca, la luce in camera è azzurra filtrata dalle tende, ho una gatta nera che mi fa compagnia e un copriletto blu notte...vieni, vieni. E lo so che ami lei, ma che c'entra?

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Mi mancheranno le tue labbra e tutto quello che ci sta intorno (cit.) [30 Aug 2008|07:13pm]
[ music | the strokes - what ever happened ]

Seppur abbia dato cenno della mia esistenza, giunta alla fine del mese è interessante (per chi si interessa a me, chiaramente) stilare un puntuale resoconto di questo mese da pazzi.

- Nella prima settimana mi sono addentrata, come forse accennai, ad un incontro ravvicinato del terzo tipo con quel mio ex compagno di classe; un'esperienza di per sè surreale, assolutamente poco passionale ma alquanto gradevole. Risultato: niente sesso, limonatina da quindicenni e un litigio furibondo finale. Amen. E' stato fantastico.

-La settimana successiva è stata alquanto più ansiosa: ho riincontrato il mio ex dopo ben due anni e c'ho pure parlato: toccarlo per salutarlo e vederlo impallidire alla mia vista per il timore di essere ucciso, non ha prezzo. Tanto quanto non amarlo più e averlo perdonato. Inoltre giunse notizia che il dottore si avvicinava per ben due settimane di ferie e senza fidanzata. Ho cominciato ad avere i sudori freddi dall'11, culminati la sera di ferragosto, quando l'ho rivisto dopo ben otto mesi. Non ho avuto quel panico neanche quando mi sono laureata. Abbiamo trascorso dieci giorni di idillo, confidenze, coccole, parole, tutto quello che ci dev'essere, la sua stronzaggine tollerabile, il mio amore sotto controllo e, che cazzo una volta posso dirlo, sesso. Tanto sesso. Si poteva fare di più ma poi rischiavo il suicidio alla sua partenza. Appena è atterrato, i duemila chilometri come ogni santa volta lo hanno lobotomizzato e ora la ama moltissimo.

-L'ultima settimana è segnata da cenni di recupero mentale; lavaggi del cervello dalle amiche, lavaggi del cervello da me stessa, lavaggi del cervello e basta. Magari ora che mi allontano anche io di mille chilometri amerò pazzamente qualcun altro, magari me stessa. Non voglio ascoltare consigli sensati nè tantomeno chi è capace di vivere sensatamente. Dopo quest'ultima cazzata o mi volgo alla salvezza mistica o sono destinata a prenderla in culo eternamente. In tutto questo ho dovuto ricominciare anche a studiare, perchè in teoria dovrei finire gli esami questo mese e dedicarmi alla certosina ricerca per la mia tesi su Francesco Maria Molza. E non fate anche voi : "chi??".

Domani parto; stasera pizza con le mie amiche. Le ho minacciate di fare questo se cominceranno a dirmi come faranno senza di me.
Io già sono un ammasso di lividi - e non solo metaforicamente, credetemi - consolare proprio al momento non mi riesce. So solo che fra un mese compirò i miei trent'anni lontana da loro, dalla mia famiglia, dall'uomo-che-ama-un'altra e da tutte quelle cose che volevo ci fossero, per questo benedetto cambio di decennio.
Pensare di finire a mangiarmi la torta semiartificiale di qualche pasticceria romana mi deprime. Meglio un kebab con una candelina sopra.

In tutto questo ringrazio la mia migliore amica per essersi fidanzata con un artigiano. Non solo li stimo come categoria, ma ancor di più se non fanno nè mobili, nè mensole, nè cancelli, nè letti ma...

queste )

 e te le regalano pure, quando gli restano.
E dopo il dottore, solo ciò poteva ricordarmi chi sono.

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