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demoralizzata |
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Il post di heloisemi ha fatto e mi fa riflettere molto. Nello stesso tempo in un modo strano, mi ferisce anche. Nonostante parlasse di sé, è dura riconoscere di fare parte di una situazione sentimentale abusata e anche abbastanza ridicola. Sentirlo raccontare a lei, come a qualunque altra ragazza, ti fa venire subito l'opinione più giusta, corretta, irreprensibile. Ma poi mi sono accorta che ne faccio parte anche io, che ne ho fatto parte tante volte, di quella situazione che è superfiga all'inizio (inutile negarlo, lo spodestamento del materasso di un'altra dà sempre un brivido e fa uscire la troietta che è in noi, anche se siamo ragazze dagli orecchini di perle) ma alla fine inevitabilmente prende diverse ma enumerabili pieghe, tipo: a) il pietismo, in cui lui finisce per lasciarti "suo malgrado", giurandoti però che ti adora ma alla fine cosa vuoi farci, la situazione è questa, è difficile da cambiare, ci siamo incontrati troppo tardi, ah se potessi tornare indietro, etc etc.. b) l'esasperazione: come in un'infinita altalena si passa dalle più belle scopate della nostra vita agli infiniti sensi di colpa che, ovviamente, non ti risparmia e che sciorina in lunghe telefonate lamentose o, peggio ancora, scansando le tue carezze dopo una scopata di due ore e incominciando il mea culpa durante la sigaretta post coitum...finchè un giorno tu ti alzi e dici? Ma vaffanculo và. c) l'amore: lì sei semplicemente fottuta, perchè ogni parola diventa sacrosanta verità ma soprattutto GIUSTIFICA TUTTO e in questo dogma di fede si è certe che a noi toccherà il podio. Anche dopo che lui ti annuncia la data del matrimonio. Con l'altra, ovviamente. Facile dire: mandalo a cagare, tu vali cento volte lui, ma chi te lo fa fare?, ma allora sei tu che c'hai il vizio....C'è qualcosa di perverso e incatenante nello stare con un uomo che non ti appartiene affettivamente. Forse il desiderio di vincere, forse la speranza che "stavolta sarà diverso perchè lui non è X (quello di prima", forse una fame d'amore e di attenzioni che accetta qualunque compromesso per essere momentaneamente appagata. Non lo so. Non so neanche perchè alcune donne - tipo me - sono una calamita per questo tipo di uomini e ad altre toccano certi stinchi di santo che non vi dico. Appariamo - non siamo - con una sessualità troppo prorompente (?)? Probabile. E gli uomini non sono arrivati a capire che una cosa simile può convivere con un cuore e una sensibilità altrettanto prorompenti? Quasi sicuro, visti i fatti. Non so neanche cosa si dovrebbe effettivamente fare, quando si arriva a dire "Ci risiamo". Forse niente, se non stufarsi. Perchè a volte non c'è convinzione più forte di quella portata dallo sdegno di ritrovarsi in qualche modo sempre davanti alla stessa, noiosa, minestra.
E' amaro non avere qualcuno che ci ami, ma è disgustoso avere qualcuno che fa di noi quello che gli pare - convincendoci che, in fondo in fondo, c'è di peggio.
p.s. ovviamente tutto ciò non vale in caso di donne sottoposte ad espianti cardiaci o a lobotomie. Lì governa la vagina, e sono tutti felici e contenti (ovviamente, lui di più).
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