| sweetkiki ( @ 2008-10-30 11:18:00 |
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Ho la valigia aperta da più di due ore ma non riesco ad assemblarla; l'allagamento in cucina prodotto dal rubinetto che perde peggiora sensibilmente ogni volta che mi trovo sola a casa con un sacco di cose da fare e la pretesa di terminare la revisione di un libro difficilissimo per la tesi. Nel frattempo i gatti entrano ed escono dal terrazzino così che asciugo lì per fare bagnare altrove. O mi diverto un sacco o mi metto a piangere, posso scegliere.
Stasera prendo il treno per tornare a casa qualche giorno. Non so esattamente se ne abbia veramente bisogno, visto che ho un senso di stanchezza così radicato che temo che se dovessi concedermi un attimo di rilassamento, non riuscirei più a riprendere le redini tensorie che mi tengono in piedi.
Spero che al mio ritorno possa trovare un rubinetto nuovo e soprattutto la lavatrice, perchè con tutto quello che pago, nonostante il profondo affetto che provo per ogni cosa mi circondi (questo alla fine conta poco visto che io mi affeziono in una maniera patetica ad esseri animati e inanimati se li ho davanti 48 ore consecutivamente), mi inizierei lentamente ad inacidire.
Sarà poi il tempo altamente inquietante o gli strascichi dei miei ultimi malanni, ma sento la testa compressa dentro l'ovatta. Non riesco ad essere attenta a qualunque cosa mi venga detta e poco m'interessa tutto; nonostante continui ad avere pensieri per chiunque, appena sento la filippica delle lamentele o delle problematiche che innesca il mio interesse, automaticamente la mia testa vola altrove. Ma dove non l'ho capito.
Sto ascoltando un sacco di musica in questo periodo: da quando avevo gli attacchi di panico per me è impossibile girare per Roma con qualunque mezzo se non ho alle orecchie una colonna sonora adatta alla giornata, anzi, al momento.
Il mio ultimo aggiornamento dell'mp4 risale a ieri sera, perchè mi si è schiusa davanti una dimensione musicale che sento mi accompagnerà per molto: è consona allo studio perchè non è cantata, alimenta sentimenti artificiali e controllati ma fa vibrare l'animo di una certa aristocratica vitalità. E' il clavicembalo.