Tuesday, April 3rd, 2007

way of life, love and licterature

Nonostante un pessimo weekend sono riuscita ad assumere nuovamente e quasi del tutto una parvenza umana. Il dolore non è del tutto scomparso e misteriosamente appare di notte anche nell'altra spalla, costringendomi a sonnambulare in camera alla ricerca di una pasticca da 50 di voltaren. Meno male che A., con la quale ho diviso per diversi anni la stanza e che santamente mi ospita in questo periodo, ha un sonno tenace e placido, altrimenti credo sarebbe già finita a tranquillanti a causa delle mie agitate notti di sofferenza fisica o psicologica che sia. Quando sono qui dormo sempre male, per un motivo o un altro. Il cervello non mi si spegne un secondo (o forse in realtà non mi si è mai veramente acceso e per questo sono così).
In ogni caso la mia solerzia universitaria è tale che lunedì mattina mi sono ricordata solo alle 9 e 40, orario in cui ho aperto gli occhi, che alle 10 avrei avuto il laboratorio di critica: miracolosamente sono arrivata anche in anticipo, forse perchè mi ero lavata i denti mentre mettevo il mascara e avevo bevuto il caffèlatte facendomi il bidet. 
Lezione inutile, comunque, che avrei potuto benissimo saltare, come e ancor di più quella dell'ora di pranzo, il corso più importante che sto seguendo perchè tenuto da niente popodimeno che Giulio Ferroni (se non sapete chi è...vivrete lo stesso ma meno felicemente). Nessuna delle sue lezioni è perdibile, in realtà, ma il suo sorriso baffuto e il suo parlare accattivante è stato sostituito dagli intercalari insicuri e sfiancanti di un nostro collega italo-indiano a cui il professore aveva assegnato, una settimana prima, un saggio da riassumerci oralmente in un quarto d'ora. Questo totale incompetente si è letteralmente mangiato quasi 2 ore di lezione per esporre questo benedettissimo saggio su Dante: se magari se lo fosse letto più di mezza volta, se si fosse fatto uno schema o un riassunto, se avesse avuto una minima idea di cosa dire forse ne saremmo usciti tutti vivi, lui compreso. Uno stillicidio in cui il caro Giulio è intervenuto ben poco, lasciando affogare l'ardito marinaio che dalle file dei banchi si faceva puntualmente bello (a modo suo) con delle uscite assolutamente fuori luogo e senza nessuna pertinenza. Ho goduto.
Oggi infatti era assente, le frustate morali probabilmente saranno state troppo brucianti anche per chi, come lui, vanta avi che camminavano sui carboni ardenti.
E proprio mentre oggi aspettavo si consumasse il quarto d'ora accademico ho vomitato meno di trecento battute sul cellulare per ricordare che sono una donna, non sono una santa ma soprattutto una deficiente recidiva, quindi se zitellaggine dev'essere...che sia!
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