Thursday, September 11th, 2008

sempre dalla stasi


Ho appurato che il mio coinquilino non è gay. Non perchè ci abbia provato con me (non l'avete ancora capito che nessuno ci prova con me?) ma perchè la mia collegamica lo conosce e dice che in tempi andati lui faceva il provolone. Non è perchè uno ha un manichino come abat jour e ascolta pessima musica alla moda e ha il letto piazzato davanti alla porta è gay. Su. Poi gli mancava quel quid di buon gusto, era impossibile. Oggi ha organizzato un pranzo con amici suoi - più grezzi di lui - e ha fatto pasta e fagiolini. No, non è gay.
Il temporaneo è un napoletano innocuo, un po' chiattone, che mi tratta come se fossi sua figlia. Quando torno a casa mi fa: "com'è andata oggi?" e quando va a lavoro mi augura la buona giornata. Ieri sera chiacchieravamo - io in un succinto pigiama stesa già a letto e lui sulla mia soglia - e nel giro di dieci minuti era vicino alla finestra. Giunto lì mi dichiara che è fidanzato. Forse cominciava a sentirsi in colpa e non voleva illudermi inutilmente.
E poi c'è trillina, la gatta. Credo che insieme al giardino col manichino sotto l'albero di fico, alla mia coinquilina donna e alla stanza col segato di marmo e il letto matrimoniale, sia stata uno dei motivi fondamentali per cui ho preso la casa. E' nera, ha gli occhi gialli. E' fantastica, assolutamente indipendente e puttana come sanno essere le gatte. Mi ci trovo un incanto. Quando studio con i piedi sollevati lei si mette in posa plastica, dovrebbero farci un ritratto. Tutto ciò è molto bohemienne.
Per il resto è tutto il solito schifo: lo studio procede a singhiozzi e assolutamente controvoglia, il dottore vaga nella mia mente come una mina che non decido a fare esplodere nella speranza che si disinneschi e diventi un fiore. Povera scema.
Eppure mi sento romantica: ho un giardinetto decadente e una panca, la luce in camera è azzurra filtrata dalle tende, ho una gatta nera che mi fa compagnia e un copriletto blu notte...vieni, vieni. E lo so che ami lei, ma che c'entra?
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Saturday, August 30th, 2008

Mi mancheranno le tue labbra e tutto quello che ci sta intorno (cit.)

Seppur abbia dato cenno della mia esistenza, giunta alla fine del mese è interessante (per chi si interessa a me, chiaramente) stilare un puntuale resoconto di questo mese da pazzi.

- Nella prima settimana mi sono addentrata, come forse accennai, ad un incontro ravvicinato del terzo tipo con quel mio ex compagno di classe; un'esperienza di per sè surreale, assolutamente poco passionale ma alquanto gradevole. Risultato: niente sesso, limonatina da quindicenni e un litigio furibondo finale. Amen. E' stato fantastico.

-La settimana successiva è stata alquanto più ansiosa: ho riincontrato il mio ex dopo ben due anni e c'ho pure parlato: toccarlo per salutarlo e vederlo impallidire alla mia vista per il timore di essere ucciso, non ha prezzo. Tanto quanto non amarlo più e averlo perdonato. Inoltre giunse notizia che il dottore si avvicinava per ben due settimane di ferie e senza fidanzata. Ho cominciato ad avere i sudori freddi dall'11, culminati la sera di ferragosto, quando l'ho rivisto dopo ben otto mesi. Non ho avuto quel panico neanche quando mi sono laureata. Abbiamo trascorso dieci giorni di idillo, confidenze, coccole, parole, tutto quello che ci dev'essere, la sua stronzaggine tollerabile, il mio amore sotto controllo e, che cazzo una volta posso dirlo, sesso. Tanto sesso. Si poteva fare di più ma poi rischiavo il suicidio alla sua partenza. Appena è atterrato, i duemila chilometri come ogni santa volta lo hanno lobotomizzato e ora la ama moltissimo.

-L'ultima settimana è segnata da cenni di recupero mentale; lavaggi del cervello dalle amiche, lavaggi del cervello da me stessa, lavaggi del cervello e basta. Magari ora che mi allontano anche io di mille chilometri amerò pazzamente qualcun altro, magari me stessa. Non voglio ascoltare consigli sensati nè tantomeno chi è capace di vivere sensatamente. Dopo quest'ultima cazzata o mi volgo alla salvezza mistica o sono destinata a prenderla in culo eternamente. In tutto questo ho dovuto ricominciare anche a studiare, perchè in teoria dovrei finire gli esami questo mese e dedicarmi alla certosina ricerca per la mia tesi su Francesco Maria Molza. E non fate anche voi : "chi??".

Domani parto; stasera pizza con le mie amiche. Le ho minacciate di fare questo se cominceranno a dirmi come faranno senza di me.
Io già sono un ammasso di lividi - e non solo metaforicamente, credetemi - consolare proprio al momento non mi riesce. So solo che fra un mese compirò i miei trent'anni lontana da loro, dalla mia famiglia, dall'uomo-che-ama-un'altra e da tutte quelle cose che volevo ci fossero, per questo benedetto cambio di decennio.
Pensare di finire a mangiarmi la torta semiartificiale di qualche pasticceria romana mi deprime. Meglio un kebab con una candelina sopra.

In tutto questo ringrazio la mia migliore amica per essersi fidanzata con un artigiano. Non solo li stimo come categoria, ma ancor di più se non fanno nè mobili, nè mensole, nè cancelli, nè letti ma...

queste )

 e te le regalano pure, quando gli restano.
E dopo il dottore, solo ciò poteva ricordarmi chi sono.

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Saturday, May 3rd, 2008

I remember it well (cit.)

Sunday, April 27th, 2008

L'amore di un anno fa



Roma-Bergamo-Roma in eurostar in meno di 48 ore...arrivata a questa traccia dell'album ero sempre convinta che stavo facendo la cosa giusta, che seguivo il mio cuore e questo non mi poteva indicare la strada sbagliata, che valeva ogni minuto di stanchezza, di sacrificio, di segreti...C'era la vera primavera nel mio cuore.

Non ascolto questa canzone da più di sei mesi. Il mio mp3 ha modificato ogni traccia. Non so come mi sia venuta in mente...forse lo stesso sole, il calendario che mi ricorda quel maggio, l'essere salita oggi nella macchina in cui sono stata con te l'ultima volta...
Cose sciocche, sepolte nel mio rifiuto, nella mia difesa e sotto la sua nuova vita.

Un monito per il mio cuore traditore di non sbagliare mai più strada.
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